A Santu Lussurgiu la settimana che precede la Pasqua si chiama Chida Santa, e non è un evento allestito per i visitatori. È un calendario di riti che il paese porta avanti da secoli, in cui confluiscono influenze spagnole e la tradizione liturgica sarda, con canti in latino e in sardo. Chi viene ad ascoltare entra in qualcosa che esisterebbe comunque, anche senza pubblico: è il modo giusto di avvicinarsi.
A organizzare tutto sono quattro confraternite, le cunfrarìas: Santa Rughe, la più antica, nata alla fine del Cinquecento, Su Rosariu, Su Càrmene, entrambe del Seicento, e Sos Sette Dolores, del Settecento.
Il canto a cuncordu
Il filo che lega i riti è il canto. Il cuncordu è una polifonia maschile a quattro voci, cuntraltu, oghe, contro e bassu, trasmessa a orecchio all'interno delle confraternite. Non si impara dagli spartiti: si impara stando accanto a chi canta, e nelle settimane che precedono la Pasqua anche i più giovani entrano in sacrestia per le prove.
Due sono i repertori che sentirete tornare. Il Miserere è in latino. La Novena, chiamata anche de sa Novena, è in sardo e prende il posto dello Stabat Mater. Santa Rughe, Su Rosariu e Sette Dolores hanno ciascuna il proprio coro, e a ognuno spetta un momento preciso della settimana.
Se volete capire meglio di cosa si tratta, a Santu Lussurgiu ha sede la Fondazione Hymnos, dedicata al canto a cuncordu: una tappa utile anche fuori dai giorni di Pasqua, dopo aver verificato le aperture.
I riti giorno per giorno
La scansione qui sotto riassume la tradizione. Alcuni dettagli possono cambiare da un anno all'altro.
- Prima delle Palme: il coro della Confraternita dell'Addolorata canta la Novena nelle funzioni, mentre nella sacrestia del Rosario si intrecciano le foglie di palma.
- Domenica delle Palme: benedizione e distribuzione di palme e rametti d'ulivo. La messa è cantata da Su Cuncordu 'e Santa Rughe.
- Martedì Santo: Santa Rughe guida Su Nazarenu, una Via Crucis che parte dalla chiesa di Santa Croce, con Miserere e Novena.
- Mercoledì Santo: il Rosario prepara il simulacro del Cristo morto, le corde, i cunei di legno e le scale. Le Priore vestono la statua dell'Addolorata.
- Giovedì Santo: dopo la messa in San Pietro, con la lavanda dei piedi, la processione parte da Santa Maria degli Angeli, che qui tutti chiamano su Cunventu. Il rito è s'Incravamentu, l'innalzamento del Crocifisso.
- Venerdì Santo: è il momento più intenso, con s'Iscravamentu, la deposizione dalla croce, e la processione più lunga, attraverso il centro storico.
- Sabato Santo: in sacrestia si preparano le statue per la Pasqua. La Madonna lascia il nero per l'azzurro.
- Domenica di Pasqua: s'Incontru tra la Madonna e il Cristo risorto, con le campane a festa, e la messa solenne cantata dal cuncordu del Rosario.
Giovedì e venerdì, i momenti da non perdere
Se potete fermarvi solo due giorni, scegliete questi. Il giovedì sera, nelle soste della processione, Su Cuncordu 'e su Rosariu canta i versetti del Miserere. In San Pietro, durante l'innalzamento della croce, intona la versione più lunga, che gli anziani chiamavano Miserere longu.
Il venerdì, dopo la deposizione, il corteo attraversa il paese con la lettiga del Cristo e la portantina della Vergine. Tornati a su Cunventu, i fedeli si avvicinano alle statue. Poi spesso accade la parte meno visibile: in sacrestia gli appassionati formano piccoli cuncordos e continuano a cantare fino a notte. Secondo l'usanza, fino a mezzanotte si canta soltanto il sacro.
Come partecipare con rispetto
Sono funzioni religiose vive, seguite da una comunità in raccoglimento. Mantenete il silenzio durante i canti, non attraversate il corteo e fotografate con discrezione, senza flash e senza mettervi davanti ai confratelli. Portate qualcosa di pesante: la sera, in primavera, in paese può fare fresco. Se volete abbinare i riti a qualche escursione, trovate qualche idea nell'articolo sulla primavera nel Montiferru.
La Chida Santa, dal centro del paese
Se pensate di venire per i riti di Pasqua, scriveteci in anticipo e vi aiutiamo a organizzare i giorni di permanenza.